Marracash – Marracash (Recensione + Testi + Video)

15 11 2008

Marracash – Marracash

Qui non va, ma questo badabum cha cha………
Così inizia il singolo che ha preceduto l’attesissimo album e porta Marracash nell’universo delle major.
Una canzone che entra dentro e che sta facendo apprezzare Marra anche a chi di rap ne sa meno.
Ma il First Single è soprattutto un pezzo pieno di rime che spiegano tutto il pensiero dell’IntelliGangsta.
mi dicevano di esagerare un pò la realtà
metti un po’ di trucco in faccia che crea novità
gli ho risposto sono vero e serio
ecco è la novità e in più sono un mezzo genio ma nessuno lo sa
“.

Ma il disco non è solo questo.

Il principe di Barona, si adagia pienamente sulle basi di Don Joe e Deleterio con pezzi che parlano della sua realtà vissuta tra Barona e la Sicilia.

Nel dettaglio Marra si presenta con “Tutto Questo” e va “Dritto al punto” spiegando le “Trappole” da evitare. Poi ci spiega “La danza della pioggia” (quella per far piovere cash, però).

Già detto del tormentone “Badabum Cha Cha” sulla poderosa base di Del con suoni indiani e il bababum cha cha che martella.

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Vincenzo Da Via Anfossi – L’ora D’aria (Recensione + Testi)

18 10 2008

Vincenzo Da Via Anfossi – L’ora D’aria

Recensione album + Video + Testi + Biografia


State buoni perche’ “questa e’ l’ora d’aria sul palco di Enzo”.

Gia’ parte della Dogo gang, Vincenzo da Via Anfossi cammina ora solo.

Egli ci racconta un’insieme di temi, dall’esperienza di reclusione sia in prigione che in senso lato emozionale, alla voglia di esserci e raccontare come uno storyteller. Egli racconta appunto delle case popolari che non vengono viste dallo stato (ma che probabilmente vengono costruite dallo stesso), racconta di anima che si confessa, di amore in “my love” che apre il grigiore del cielo e che par essere un sospiro. Il disco e’ triste e malinconico, ma ben incastonato di rime.

“L’indipendente nel cuore è un patto

e non chiederlo no! non ho tatto” dice Vincenzo in “Anfossi”. E’ da qui, gia’ giace il frutto di un album appena concepito prematuro, desideroso pero’ di mostrarsi al mondo: una presentazione gia’ chiara del disco.

Nervoso, adirato, chiuso, ma incredibilmente palpitante. Il tutto in una reclusione urbana, “il picchiar duro” di un rap con il lato produzione riconoscibile, quelle di Don Joe e Deleiterio, mentre le poesie di strada sono scritte fra le case popolari ed una prigione.

I ricordi poi stesi “dal primo all’ultimo” di cose mai dette nel cuore avvolto da una scorza, colmo di sopravvivenza. Il cuore che lo ha portato ad agire.

“Non c’e’ posto per il buono, se il suolo non vuole che spicchi il volo” e’ un’emblematica citazione in “cantier”. Per afferrare temi personali e interpersonali, fra lui, l’altro lui, il “se stesso” che esamina i suoi pensieri con coscienza.

Come posto ci sono queste case popolari, case di ferro e cemento, la citazione all’ospedale Niguarda, poi anche “il posto delle ferite” … si lo chiamerei cosi… Quel posto in cui la voce del piccolo grida. “Nascere qui e’ come nascere dentro”…

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